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Affresco Michel Gardey, Dietro le quinte dell'affresco, Piccola Sistina, Porto Pozzo, San Tommaso, Cappella Sistina, Michelangelo, Giudizio Universale, affresco monumentale, pittura murale, Sardegna

UN VIAGGIO NEL CUORE DEL RINASCIMENTO
IN SARDEGNA

Alla scoperta della "Piccola Cappella Sistina" di Porto Pozzo

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Michel Gardey ha creato questo affresco per CONDIVIDERE la sua interpretazione dei colori perduti del Rinascimento E per permettere a tutti di APPREZZARE l'opera di Michelangelo.

 La Piccola Sistina -Nef de l'église de Porto Pozzo, la piccola Sistina

Nel centro del borgo sardo di Porto Pozzo si trova una piccola chiesa dedicata a San Tommaso, costruita negli anni '30.

Il pittore e copista francese Michel Gardey, residente a Porto Pozzo, riprodusse in questa cappella parte delle opere di Michelangelo per la Cappella Sistina, rispettando le proporzioni esatte degli originali e la colorimetria.

Troviamo Il Giudizio Universale (mai copiato in questo modo), un affresco che costituisce un punto di svolta fondamentale nella storia dell'arte,

La Sibilla Delfica, la più famosa delle medium, e scene tratte dal libro della Genesi.

L'intero progetto è stato ideato, diretto e realizzato su base volontaria nell'arco di quattro anni da Michel Gardey.

L'OPERA

Il viaggio iconografico e visivo

L'intero progetto prevede la trasposizione degli affreschi della Cappella Sistina sulle pareti della chiesa. Per garantire la continuità tra le diverse scene, la parte inferiore delle pareti è scandita da un disegno architettonico in trompe-l'œil, composto da pilastri e nicchie in finto marmo bianco. Questa struttura incorpora i troni progettati da Michelangelo per la volta della Cappella Sistina, qui adattati all'altezza umana per creare un'inedita sensazione di intimità con il visitatore.

1. La parete di fondo (l'altare): Il Giudizio Universale

Il percorso visivo inizia sulla parete di fondo, dietro l'altare, che ospita la monumentale riproduzione del Giudizio Universale. Su uno sfondo azzurro e oltremare, Cristo Giudice alza un braccio inflessibile accanto alla Vergine Maria, in un mare di umanità dove gli eletti si innalzano a sinistra mentre i dannati precipitano a destra. Più in alto, nelle lunette della volta, gli angeli sorreggono la Croce e la colonna della Flagellazione.

L'approccio scenografico: a differenza dell'affresco vaticano, Michel Gardey qui opta per una scelta di messa in scena, dividendo la composizione originale e isolando il "Giudizio Universale" dietro l'altare per spostare meglio il caos sulla parete adiacente.

2. Il ritorno della parete destra (lato finestra): Inferno e tenebre

Estendendo la prospettiva lungo il ritorno della parete destra, l'atmosfera cambia drasticamente per raffigurare l'Inferno. Lo sfondo blu lascia il posto a un orizzonte rosso e arancione. In primo piano in questa sezione, all'altezza degli occhi, si staglia la figura di Minosse, mentre sullo sfondo un gruppo di demoni emerge dalle ombre sotto un cielo di nuvole scure.

Questa inclinazione ad angolo retto rompe con l'opera di Michelangelo. Staccando la barca di Caronte e l'Inferno dalla parete laterale, Michel Gardey crea un drammatico effetto avvolgente: lo spettatore si ritrova letteralmente immerso tra i dannati.

3. La parete sinistra: Le storie della Genesi

Sulla parete sinistra, il pittore ci riporta indietro nel tempo alle storie della Genesi. Qui troviamo la scena del Peccato Originale, simboleggiata dall'Albero della Conoscenza attorno al quale si avvolge il serpente dalle sembianze umane, immediatamente seguita dalla cacciata di Adamo ed Eva da parte di un angelo armato di spada. Più in alto, sulla stessa parete, la Creazione delle Stelle mostra la figura divina in movimento, che incornicia il sole da un lato e la luna dall'altro, su uno sfondo di cielo blu e rosa, il tutto incorniciato da due efebi seduti, o Ignudi, posizionati su strutture di marmo. Tra queste due scene, Michel Gardey ha creato una linea dell'orizzonte punteggiata da un corpo celeste, assicurandone la continuità e rafforzando al contempo la dimensione spirituale dell'insieme.

L'adattamento qui è puramente spaziale: mentre queste scene mitologiche costituiscono la spina dorsale del soffitto vaticano (costringendo lo spettatore a guardare verso l'alto), Michel Gardey opera un completo spostamento verticale. Trasporta le narrazioni celesti lungo la parete per offrire un'esperienza di lettura fluida all'altezza degli occhi.

4. Il Muro d'Uscita: Origine e Profezia

Volgendosi verso l'uscita, ci si trova di fronte a una composizione simmetrica in cui il pannello centrale, situato direttamente sopra l'architrave, riproduce la Creazione di Adamo, isolando il gesto di due indici che si puntano l'uno verso l'altro su uno sfondo di cielo limpido. Ai lati dell'apertura, nicchie in marmo ospitano i grandi blocchi dei Profeti e delle Sibille, identificati da etichette dipinte sul pavimento, che mostrano in successione Isaia seduto con una tunica color rosa, Gioele raffigurato di profilo mentre legge il suo rotolo e Geremia seduto in atteggiamento pensieroso, con il mento appoggiato alla mano.

Ecco la svolta più audace del progetto: la Creazione di Adamo, cuore pulsante e vitale della volta romana, diventa il portico d'uscita. Collocando questo soffio di vita di fronte all'altare, sopra la porta, l'artista trasforma la dinamica dell'edificio. Il gesto sospeso degli indici diventa il punto di arrivo del percorso, l'ultima immagine suggestiva che il pubblico porta con sé uscendo dallo spazio sacro.

LES COULISSES DE LA FRESQUE

BIOGRAFIA
DAL PITTORE

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Nato a Parigi nel 1946, Michel Gardey ha iniziato la sua carriera come dirigente d'azienda. Per diversi decenni ha gestito un gruppo di comunicazione e stampa con oltre 200 dipendenti.

Parallelamente alla sua attività professionale, si dedicò alla realizzazione di film documentari, in particolare sulla spiritualità tibetana, sull'arte tradizionale marocchina e sull'Africa e i suoi costumi. Ha diretto quasi 40 documentari, alcuni dei quali sono stati trasmessi dalla televisione francese.

 

Dopo aver vissuto in Sardegna per diciotto anni, è anche un pittore autodidatta e ha ottenuto il permesso di realizzare copie al Museo del Louvre. A 75 anni, ha intrapreso una nuova sfida: riprodurre una sezione degli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo nella chiesa di Porto Pozzo. Si è dedicato a quest'opera monumentale, offrendo il suo tempo come volontario per quattro anni.

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“Realizzare l'affresco in questa chiesa è stato un immenso privilegio. Offre una nuova prospettiva sul capolavoro di Michelangelo, permettendoci di osservarne da vicino il simbolismo e i minimi dettagli. Ho attribuito la massima importanza all'armonia cromatica. Come sottolinea Michel Pastoureau, storico del colore, i dipinti della Cappella Sistina sono stati alterati nel tempo da fuliggine, fumo e cera di candela, nonché da successivi restauri, modificando la percezione delle tonalità rinascimentali originali. Ho quindi scelto di offrire un'interpretazione personale, guidata dalla mia sensibilità di colorista. Infine, un meticoloso lavoro preparatorio mi ha permesso di selezionare e disporre ogni scena per creare l'equilibrio visivo dell'intero affresco.” Michel Gardey

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Michel Gardey al lavoro su un'impalcatura di fronte all'affresco.

POSIZIONE

Situata nella Sardegna settentrionale, la chiesa si trova nel cuore del borgo di Porto Pozzo. È raggiungibile tramite la strada che collega Santa Teresa a Palau.

 

Via Amendola, 33, 07028 Porto Pozzo, Italia

Chiesa di Porto Pozzo, Sardegna
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